AMERICHECALIFORNIAHOMEI NOSTRI VIAGGIUSAVIAGGI

USA: on the road nella Westcoast

Premessa:
Questo viaggio da sogno era stato previsto per maggio del 2017. Caso vuole che arrivati all’aeroporto di Zurigo, prima d’imbarcarci, ci arriva una telefonata, avvisandoci che mio papà era stato colpito da un malore improvviso. Capimmo subito che dovevamo annullare tutto. Abbiamo visto svanire il nostro sogno nel giro di pochi minuti. L’emergenza aveva preso il sopravvento!! Non ce l’avremmo fatta a partire! Ci abbiamo riprovato quest’anno e se avete voglia di leggerci, ecco il nostro diario di viaggio!

„I MIEI SOGNI SONO IRRINUNCIABILI, SONO OSTINATI, TESTARDI E RESISTENTI.“
(L.Sepulveda)

Cable car San Francisco
1. Giorno

Sono le 6 del mattino, mi arriva il suono della radiosveglia ma io sono sveglia da molto tempo! Presa da tanti pensieri e colpita da una brutta infiammazione alle orecchie, per la quale temevo di non poter partire di nuovo, siamo giunti al giorno tanto atteso! Inizia l’avventura. Prendiamo il treno che in 1 ora e mezza circa ci porterà all’aeroporto di Zurigo, da lì ci attende un volo diretto per San Francisco! Solo quando prendiamo posto in aereo, ci rendiamo conto che ce l’abbiamo fatta. Arriviamo a San Francisco e già a vederla dall’alto, sappiamo che questa città ci piacerà. Superiamo i controlli di sicurezza in aeroporto in meno di un’ora e prendiamo un taxi che ci porterà direttamente davanti al nostro hotel consigliassimo https://www.axiomhotel.com  che si trova a Union Square vicino alla piattaforma girevole del “cable car”.  L’attenzione cade subito su quella piattaforma che magicamente viene invertita manualmente da due addetti.

Sistemiamo le valigie in camera ed usciamo subito senza perdere tempo per salire sul mitico tram, approfittando delle poche persone in fila (si, perché per prendere questo tram storico, bisogna fare una lunghissima fila, anche di 2 ore). Saliti ci mettiamo in piedi all’esterno, aggrappandoci alla maniglia (l’unico modo per vedere il panorama e scattare foto). Attraversiamo le collinette e scendiamo a Lombard Street,  la strada più tortuosa del mondo. Da quassù la vista sulla città e le curve strettissime sono semplicemente spettacolari! Scattiamo moltissime foto e riprendiamo il cable car che ci riporta a Union Square. Ormai si é fatto buio, la stanchezza e il fuso orario si fanno sentire,  é ora di andare a dormire.

  • Il biglietto per il cable costa 7$ e si può fare sia alla biglietteria che sul tram.

„La felicità è come un ricamo fragile di luce che declina in un giorno di settembre, basta un soffio di vento per farla scivolare dietro le montagne, come basta un soffio di vento, un niente, per farla rifiorire di nuovo. Se abitasse sempre in noi, diventerebbe un abitudine quindi è sempre meglio mescolarla con il dolore per sentirne meglio il sapore nei momenti che la vivi.“
(cit.)

2. Giorno

Ci svegliamo presto e con il bus ci avviamo verso il Fisherman’s Wharf. Siamo nel Pier 39 dove l’attrazione principale sono i leoni marini rumorosissimi ma troppo carini. Ce ne restiamo li per un pò ad osservarli e non perdiamo l’occasione per scattare foto. Da qualche parte avevamo letto che non bisogna perdersi la vista dalla Coit Tower. Così decidiamo di fare un salto sulla torre che si trova su Telegraph Hill.  Dal Pier 39 ci abbiamo impiegato ca. 20 minuti a piedi.

A proposito della Coit Tower, lo sapevate che dopo il Golden Gate Bridge é il secondo simbolo di San Francisco? La salita per arrivare su é impegnativa ma la vista a 360° che si presenta ai nostri occhi sulla città é spettacolare. Salire ne é valsa la pena assolutamente. All’interno della Torre prima di salire (in ascensore) abbiamo potuto ammirare dei bellissimi murali con colori vivaci che risalgono al 18. secolo in stile messicano. Scendiamo dalla torre ripercorrendo lo stesso percorso verdeggiante e fiancheggiato da casette bellissime in stile vittoriano e c’incamminiamo verso il Pier 33 perché alle ore 18.00 abbiamo la visita ad Alcatraz.

„Non aspettare il momento perfetto. Prendi il momento e rendilo perfetto“
(Anonimo)

Murali dentro la Coit Tower
Coit Tower

ALCATRAZ arriviamo!

Arriviamo in tempo all’imbarco per Alcatraz. Siamo eccitati perché andiamo a visitare l’isola famosa per il penitenziario di alta sicurezza che é stato smantellato nel 1964. Un’escursione da non perdere. La visita é stata veramente interessante. L’impatto con l’interno del carcere, ben curato, é stato molto forte. L’audioguida (in italiano) ci ha portato però passo dopo passo alla visita del carcere con una spiegazione impeccabile e siamo venuti a conoscenza di diversi aneddoti sulla prigione. Si dice che solo tre prigionieri siano riusciti a fuggire. Di loro non si sa niente, sono annegati? si sono salvati? Resta tutto un mistero. Abbiamo optato per il tour di sera per goderci il tramonto al nostro ritorno. Spettacolare con bellissimi gabbiani che volteggiano sullo sfondo del tramonto.

Alcatraz
Tramonto su Alcatraz
Alcatraz
Alcatraz

I biglietti li abbiamo acquistati presso http://www.alcatrazcruises.com e abbiamo pagato ca. 40$ a persona.

La serata la trascorriamo nel quartiere italiano di North Beach dove ci gustiamo un enorme panino con mortadella e provolone.

„Per questo viaggiare non serve. Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori“
(TizianoTerzani)

3. Giorno
Golden Gate Bridge
San Francisco

Oggi abbiamo deciso di girare la città con il Big Bus Hop-on Hop-off che si é rivelato una bella soluzione per visitare i punti importanti: Haight Ashbury: Il quartiere famoso per la popolazione hippie che vi ha abitato tra gli anni 60 e 70 dando vita al movimento „Beat“. Alamo Square, Chinatown ecc. Sotto ho messo la mappa dei punti dove ci siamo fermati. Consigliamo però di fare il biglietto per due giorni.

E finalmente eccolo li davanti a noi in tutto il suo splendore, visto e rivisto migliaia di volte: il Golden Gate Bridge! 
Vi confesso che a me sono venute le lacrime per l’emozione, un’esperienza unica. Il vento molto forte non ci ha impedito di scattare moltissime foto e di gustarci il panorama per un po‘. Purtroppo non avendo la macchina a San Francisco non abbiamo potuto visitare il ponte da altre prospettive. Lasciato il ponte ci siamo diretti verso il palazzo delle belle arti “Palace of Fine Arts/Marina Green” un’area verde con delle architetture molto suggestive, bello e rilassante. Un quartiere che merita anche una visita é il Japan Town. Qui si trova la famosa Pagoda regalata alla città di San Francisco dalla città di Osaka. Inoltre propio qui abbiamo gustato uno dei migliori Sushi mangiati fin’ora.

Punti d’interesse sulla mappa
  1. San Francisco Visitor Center
  2. Holiday Inn Fischerman’s Wharf
  3. Washington Square/North Beach
  4. Embarcadero Center
  5. Ferry Building
  6. Union Square South
  7. Redemption Center
  8. Civic Center
  9. Alamo Square
  10. Haight Ashbury
  11. Golden Gate Park
  12. North Vista Point Golden Gate Bridge
  13. Palace of Fine Arts
  14. Marina
  15. Lombard Street
  16. Union Square
  17. Chinatown Gate
  18. Portsmouth Square
  19. Pier 35 /Cruise Terminal
  20. Pier 39
Big Bus Hop-on-Hop-off

„San Francisco ha solo un’inconveniente – é così difficile lasciare la città.“
(Rudyard Kipling)

San Francisco
Palace of Fine Arts San Francisco
Haight Ashbury
4. Giorno

Ultimo giorno a San Francisco, decidiamo di prendere il bus e andare verso Mission District a cercare un po‘ di colori nei murali che si trovano tra la 18th e la 22th St. I Murali sono molto belli e meritano di sicuro una visita. Il pomerigio lo dedichiamo allo shopping, perché si sa, in America é d’obbligo. In questa città c’é molto ancora da scoprire e siamo certi, San Francisco ci rivedrà presto!

Mission District
5. Giorno

Yeahh oggi si vola a Las Vegas, la città più isolata degli USA situata nel bel mezzo del deserto, una città „crazy“ che una volta nella vita va vista. Noi ci eravamo già stati, quindi ci fermiamo solo due notti per visitare in giornata la vallata della morte. In aeroporto ritiriamo i bagagli e ci avviamo con la navetta al „Car Rental Center“ di ALAMO dove ritiriamo la macchina ed è quí che inizia il nostro „on the road“. Arriviamo al nostro hotel, qui ci siamo concessi un po’ di lusso al 28. piano del https://www.cosmopolitanlasvegas.com  con un bel balcone e una vista pazzesca sul deserto. Facciamo un giro nella strip e ci fermiamo ad ammirare la famosa fontana dell’hotel Bellagio che ogni mezzora danza a passo di musica. Manca poco al tramonto e quindi ci avviamo verso la Stratosfera alta 350 m. La vista a 360° sulla città é bellissima, il rosso del tramonto trasforma il cielo e le nuvole in un vero dipinto e non vorremmo andare via! 

Le fontane del Bellagio

„Una strada c’è nella vita. La cosa buffa è che te ne accorgi solo quando è finita. Ti volti indietro e dici „oh, guarda, c’è un filo“. Quando vivi non lo vedi il filo, eppure c’è. Perché tutte le decisioni che prendi, tutte le scelte che fai sono determinate, si crede, dal libero arbitrio, ma anche questa è una balla. Sono determinate da qualcosa dentro di te che è innanzitutto il tuo istinto, e poi da qualcosa che gli indiani chiamano il karma accumulato fino ad allora. „
(Tiziano Terzani)

Vista dalla Stratosfera Las Vegas
6. Giorno

Dopo aver visto molte foto sulla vallata della morte, eccoci finalmente qui e non crediamo ai nostri occhi. Dopo ca. 2 ore di macchina da Las Vegas arriviamo alla Death Valley che si trova tra la California e il Nevada. Parecchi anni fa questa vallata era un immenso lago di 190 km lungo e 180 km largo. Oggi ai nostri occhi si presenta un posto di una bellezza quasi irreale, sembra di essere su un’altro pianeta.

Prima di arrivare alla vallata, abbiamo fatto sosta a Pahrumg facendo scorta di ghiaccio, acqua e generi alimentari. È importantissimo, perché fino a Furnace Creek dove c’é il Visitor Center non c’é nulla nel vero senza della parola. L’ingresso costa 20$ e si paga solo con carta di credito in un automatico in una mini aerea, a meno che non si abbia il pass annuale. Il primo punto dove ci siamo recati é Dante’s View da dove si può ammirare Badwater.  Attraversando un sentiero ci siamo diretti a Zabriskie Point che ci ha offerto una vista a dir poco spettacolare con i suoi colori che vanno dal rosso, ocra, marrone, insomma sembra di stare su Marte. Il panorama ci fa molta impressione. Qui nel 1970 fu girato anche il film „Zabriskie Point“ di Michelangelo Antonioni. Lasciamo questo celebre luogo e ci dirigiamo verso Furnace Creek Ranch (un’oasi bellissima in mezzo al deserto). Raggiungiamo Badwater (il lago di sale), che abbiamo potuto già ammirare dall’alto, che é uno dei luoghi più belli e più caldi del pianeta con uno scenario unico e suggestivo (si trova a 87 m sotto il livello del mare).

Death Valley
Death Valley Zabriskie Point
Death Valley
Death Valley Badwater

Si racconta che un asino si rifiutò di bere da una sorgente e il suo padrone, un cercatore d’oro, segnò sulla mappa appunto “Badwater”. Stanchi ma felici di avere visto questo paesaggio lunare ritorniamo verso Las Vegas.

Nella mappa qui sotto sono segnati i punti che abbiamo visitato. Per visitare tutta la vallata, vedere sorgere e tramontare il sole in questo posto magico é consigliabile fermarsi almeno una notte.

Map Death Valley
7. Giorno

Lasciamo la città della follia per dirigerci verso Page ma prima facciamo un salto alla Valley of fire, che si trova a un’ora circa di macchina da Las Vegas. Un parco meno conosciuto ma altrettanto bello con colori che non hanno niente da invidiare agli altri parchi. Il panorama é molto bello e ci sono vedute da cartolina. Visitiamo I diversi viewpoints. Il paesaggio è da sogno, le rocce, la sabbia rossa che ti scotta i piedi. Posti che sembrano creati per girare un film western. Purtroppo in quelle due ore ho avuto un piccolo malore, forse per il caldo, quindi abbiamo dovuto lasciare la valle senza finire il giro. Siamo così ripartiti per arrivare in tempo ad ammirare  il tramonto al Horseshoe Bend. Qualcosa deve esserci di speciale in questo posto al confine tra Arizona e Utah, se c’é cosi tanta gente! Scendendo il sentiero si arriva a quest’ansa che ha assunto la forma di un ferro di cavallo. Uno spettacolo! Rimaniamo senza parole. La scogliera a picco senza protezione é impressionante. Paesaggio incredibile, più lo guardiamo, più rimaniamo affascinati. Non possiamo perderci il tramonto, ci appostiamo in un posticino e aspettiamo il momento più bello della giornata. Che dire? Penso che le foto non renderanno mai quello che abbiamo visto con i nostri occhi. Alla fine ci dirigiamo verso il nostro hotel https://www.bestwestern.com e andiamo a gustarci la cena in uno steak house non lontano dall’hotel con una vista bellissima su Lake Powel!

Horseshoe Bend
Horseshoe Bend
Valley of Fire
Valley of Fire
8. Giorno

Oggi é prevista la visita tanta attesa all’Antelope Canyon. Ci alziamo presto e ci avviamo verso il campo dove ritiriamo i biglietti, che abbiamo riservato online presso http://www.navajotours.com pagando 60$ a persona. Per circa 1 ora abbiamo atteso il nostro turno. Dopo di che un Navajo con la jeep ci ha condotto e fatto da guida insieme ad altre 12 persone al grandioso Antelope Canyon.  Abbiamo scelto il tour Upper delle ore 11, perché questa é l’ora (a mezzogiorno) più bella per scattare foto, in quanto la luce filtra attraverso le fessure, quando I raggi del sole sono perpendicolari alla terra. La vista è al dir poco abbagliante. I colori vanno dal rosa al rosso, al viola fino all‘ arancione e si ha davanti agli occhi un commovente gioco di luci e ombre. Un piccolo miracolo formatosi dal vento e dall’acqua nel corso dei secoli.

L’ Antelope Canyon é per i Navajo un luogo sacro. Si narra che questa meraviglia fu scoperta da una pastorella indiana che gironzolava con il suo gregge di pecore e che incuriosita dalla spaccatura nella terra si addentrò con il suo cagnolino, trovandosi in questo prodigio di roccia e sabbia.

Antelope Canyon
Antelope Canyon
Antelope Canyon
Map Page

Lasciato questo incantevole posto, ci dirigiamo verso un’altra di quelle destinazioni spettacolari viste e riviste in molti film, la Monument Valley, forse il paesaggio più fotografo in America. Quì il pass non é valido, quindi bisogna pagare l’ingresso che costa 20$.

Monument Valley
Monument Valley

Arriviamo al nostro hotel http://www.gouldings.com che si trova a 5 minuti di macchina dal parco. Un’alternativa al „The View“ che si trova dentro al parco. Il Gouldings Hotel é il più antico hotel presente nella zona, viene gestito da indiani Navajo ed é costruito su un complesso roccioso con una vista spettacolare sulla Monument Valley. Ci hanno assegnato una camera al primo piano con vista sulla valle. Che spettacolo! Purtroppo siamo rimasti solo una notte. Il momento più emozionante é stato vedere il sorgere del sole dietro i monoliti. Qui si trova il museo „Goulding’s Lodge“ che risale al 1921 quando Harry Goulding e sua moglie acquistarono qui ettari di terreno e gestirono un posto di scambio per decenni. Vi metto il link che racconta un po‘ la storia del museo. ://rootsrated.com/stories/history-and-hollywood-in-monument-valley-gouldings-lodge

Noi abbiamo fatto il giro del parco con la nostra macchina, ma si può optare anche per un tour guidato dai Navajo. Ci sono diversi punti d’interesse ma il simbolo della Monument sono sicuramente i 3 monoliti di sabbia rossa che il vento e la pioggia hanno modellato con forme strane nel corso dei secoli.
Tra i Viewpoints più suggestivi c’é l’Elefante vicino al quale ci sono tre roccie simili tra di loro che formano le Tre Sorelle. Il John Ford Point dove é stato girato il film „Ombre rosse“  dove io ho follemente fatto la foto sul cavallo e per un attimo ho sognato di essere la protagonista di un film western!

Monument Valley
Monument Valley
Alba Monument Valley
9./10. Giorno

Lasciamo la Monument Valley con un nodo alla gola e ci rimettiamo in viaggio verso una delle 7 meraviglie al mondo. Il Grand Canyon. Abbiamo scelto di dormire a Tusayan che é a 10 minuti di macchina dal parco. Non abbiamo alloggiato dentro al parco perché per la data stabilita non c’erano camere disponibili, infatti bisogna riservare con molto anticipo. All’entrata del parco non avendo il Pass, facciamo il biglietto che costa 20$ e ci consegnano una mappa per spostarsi nei vari punti d’osservazione. Presa in consegna la camera presso il http://www.grandcanyonsquire.com,  (un hotel che consigliamo), abbiamo parcheggiato la macchina in uno dei tanti parcheggi a disposizione e girato i punti panoramici del parco con le navette che passano in continuazione fino a mezzora dopo il tramonto. I punti sono anche collegati da sentieri che abbiamo fatto a piedi al posto di prendere la navetta. In una giornata si riesce a vedere quasi tutti i punti d’attrazione.  La prima impressione appena arriviamo al primo viewpoint é quella di essere inghiottiti dal canyon. Non ci sembra vero, la vista é da brividi, nessuna foto rende questo spettacolo, soprattutto quando si avvicina il tramonto che abbiamo ammirato in tutta la sua bellezza a Hopi Point. Il secondo giorno abbiamo deciso di fare il giro in elicottero anche se un po‘ costoso, ma per l’emozione di sorvolare e ammirare il parco dall’alto, ne é valsa sicuramente la pena. Noi ci siamo affidati a „Papillon Grand Canyon Helicopters“ scegliendo il tour „Majestic“ di 30 minuti circa e pagando 259$ a persona.

Un’altra esperienza sicuramente da fare per chi si fermasse più tempo, é quella di prendere un vecchio treno a vapore con carrozze anni ’50 ristrutturate per raggiungere William, un paesino della Route 66. Consigliamo inoltre di non girare nel parco a piedi la sera perché ci sono i Coyotes.

Grand Canyon
Grand Canyon
Grand Canyon
Grand Canyon
Grand Canyon
11. Giorno

Vale la pena andare a Sedona? Si per noi ne é valsa la pena, peccato solo che siamo rimasti solo una notte. Sedona é molto suggestiva. Si trova tra Flagstaff e Phoenix ed é circondata da rocce rosse, anche gli edifici hanno lo stesso colore della terra e si integrano perfettamente all’ambiente. Questa città trasmette una sensazione di pace e tranquillità e non vorresti più andare via. Insomma una città misteriosa. La chiamano la “Little Hollywood dell’Arizona” ed é una delle cittadine piu’ western di tutta l’Arizona. Noi Abbiamo alloggiato a https://www.bestwestern.com . Un hotel che consigliamo con una vista spettacolare, per non parlare del terrazzo con vista, divani e falò, peccato solo non essersi fermati di più per godersi il panorama. Per visitare Sedona basta un giorno. Noi avremmo voluto fare il giro in mongolfiera, però siamo arrivati nel pomeriggio e il giro in mongolfiera si fa di mattina. Cosa vedere a Sedona? Il simbolo é sicuramente la chiesetta incastonata nella roccia „Chapel of the Holy Cross“. Molto bella anche roccia a forma di campana „Bell Rock“ e naturalmente la roccia a forma di cattedrale „Cathedral Rock“.

Chapel of the Holy Cross Sedona
Cathedral Rock Sedona
Bell Rock Sedona
12-14. Giorno

Io amo San Diego! Partiamo prestissimo da Sedona, ci aspetta un lungo viaggio di 7 ore circa. Vogliamo attraversare un pezzetto della Route 66 che é sempre stato il nostro sogno. Quindi prendiamo la strada in direzione Kingmann. In questi paesini non é rimasto più nulla, solo ricordi. Scattiamo qualche foto e via direzione San Diego. Abbiamo voluto attraversare il deserto passando da Palm Springs, senza però fermarci. Soltanto il fatto di guidare nel nulla é per se una sensazione bellissima. Arrivati a San Diego abbiamo subito uno choc termico, dai 30° gradi del deserto ai 15° di San Diego! Prendiamo in consegna la nostra camera al http://tower-23-san-diego.hotel-rn.com , un hotel bellissimo direttamente in spiaggia nella bella e sofisticata Jolla. Arriviamo in tempo per goderci il nostro primo tramonto nell’oceano pacifico. Il giorno dopo ci alziamo presto e con il bus Nr. 30 ci dirigiamo verso il Downdown e il quartiere storico di Gaslamp circondato da edifici dell’epoca vittoriana con molti ristoranti e negozi. Un’atmosfera magica resa dalle luci che si trovano ad ogni albero di Gaslamp. Dopo aver gironzolato per un po‘, ci avviamo verso la baia di San Diego e prendiamo il battello (parte ogni ora) per recarci sull‘ isola di Coronado.  Le casette vittoriane e le palme che fanno da sfondo sono molto particolari, in particolare il famoso hotel De Coronado in costruzione di legno in stile vittoriano direttamente sull’oceano pacifico. Questo hotel é stato reso famoso per averci girato delle scene del film „A qualcuno piace caldo“ con Marylin Monroe. Al ritorno pranziamo in un ristorantino molto chic nella baia Seaport Village ma non prima di aver visto e fotografata la famosa scultura „Unconditional Surrender“, ispirata alla famosa foto del bacio tra il marinaio e l’infermiera alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Quì c’é ancorata anche una portaerei della marina militare visitabile come museo „USS Midway Museum“. Si avvicina il tramonto e come é solito fare, ci avviamo verso la spiaggia per ammirare il momento più magico della giornata, un tramonto infuocato che ci lascia a bocca aperta.

L’ultimo giorno ci spostiamo nel vecchio centro storico di San Diego Old Town, un parco dove é stata ricostruita la San Diego del 1800. Un esplosione di colori! É come camminare in un film e per di più tutto gratis, un museo a cielo aperto, dove si mescola la cultura del west con quella messicana. Ci siamo persi dentro i tanti negozietti di souvenir super colorati dove i proprietari sono vestiti con abiti d’epoca.

Nel pomerigio prendiamo la bici messa a disposizione dall’hotel per fare un giro intorno alla baia fino al SeaWorld.

William
San Diego
San Diego
Gaslamp Quarter San Diego
Unconditional Surrender San Diego
Old Town San Diego

„Yes, I am a dreamer. For a dreamer is one who can find his way by moonlight, and see the dawn before the rest of the world.“
(Oscar Wilde)

15.-17. Giorno

È arrivato il momento di avviarci verso la Città degli Angeli, LOS ANGELES.  Ci sono rimasti gli ultimi due giorni e non sono molti per visitare LOS ANGELES, quindi ci ritorneremo! Partiamo da San Diego e dopo circa due ore arriviamo a Santa Monica dove alloggeremo. Prendiamo in consegna la camera e ci dirigiamo subito verso il famoso molo dove finisce la Route 66. Facciamo la foto ricordo e andiamo a fare una passeggiata, curiosando tra i negozietti.
Trascorriamo la giornata in spiaggia, noleggiamo le bici e facciamo un giro fino a Venice Beach. A cena andiamo nel famoso „Bubba Gump“ (qui si ordina con un cartello che dice „Go Forrest o Stop Forrest“). Naturalmente siamo rimasti ad aspettare il tramonto tra le luci delle giostre e con l’oceano sullo sfondo. A causa della temperatura bassa, non abbiamo potuto fare il bagno nell’oceano pacifico.

Per evitare di perdere molto tempo in macchina nel traffico di Los Angeles, decidiamo di fare il tour con il bus „Hop on Hop off“ e saliamo presso il molo di Santa Monica optando per la linea rossa (ci sono diverse linee) che ci ha portato a Hollywood, Beverly Hills, Farmers Market ecc.  Facciamo un giro nella mitica Walk of Fame e cerchiamo le stelle dei personaggi famosi impresse nel marciapiedi. Arriviamo al TCL Chinese Theatre dove ci sono i blocchi di cemento con le impronte dei personaggi dello spettacolo. Ovviamente facciamo un giro anche al famoso  Dolby Theatre dove avviene la cerimonia degli Oscar. Naturalmente non potevamo perderci una visita a una delle vie più famose, la Rodeo Drive e facciamo un giro circondati da palme, sole, Ferrari e lusso sfrenato. Ma i VIP dove si sono nascosti?

L’ultimo giorno restiamo in un quartiere molto carino e tranquillo a Santa Monica pieno di negozietti e ristorantini lontano dal caos di Los Angeles. Ci siamo sbizzarriti a rifare shopping e nel pomeriggio ci siamo avviati con molto tempo in anticipo (gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo) verso l’aeroporto. Consegniamo la macchina e con una navetta ci dirigiamo un po‘ tristi al Terminal della Swiss, direzione Zurigo!

Santa Monica Beach
Santa Monica Beach
Wald of Fame Los Angeles
Molo dove termina la famosa Route 66 Santa Monica

„Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturate, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia.“
(Helmuth Newton)

Buona lettura!

Con affetto

Paeuline

Seguici anche qui

5 thoughts on “USA: on the road nella Westcoast

  1. Descrizione impeccabile e coinvolgente di questi posti molto suggestivi , ma tanto diversi da quelli europei.
    Tanto di CAPPELLOOOO… sorellaaaaa!!!!!!!!
    Con affetto e con orgoglio la tua affezionatissima SISTER ????????????

  2. Bellissime le foto!!!!?????
    Più le guardo e più m’incantano!!!!
    Penso che, nel tempo , tu abbia acquisito la bravura e l’abilità di una fotografa professionistaaaaa!!!!
    ??????????????????
    T.VB. sorella. ?

  3. Bellissime le foto!!!!?????
    Più le guardo e più m’incantano!!!!
    Penso che, nel tempo , tu abbia acquisito la bravura e l’abilità di una fotografa professionistaaaaa!!!!
    ??????????????????
    T.VB. sorella. ?

Schreiben Sie einen Kommentar

Ihre E-Mail-Adresse wird nicht veröffentlicht. Erforderliche Felder sind mit * markiert.