EUROPAHOMEI NOSTRI VIAGGISICILIA

Sicilia d’inverno: Modica (parte prima)

San Pietro Modica

“Che cosa straordinaria possono essere i libri. Ti fanno vedere posti in cui agli uomini succedono cose meravigliose. Allora la testa ti parte per un altro verso, gli occhi scoprono prospettive fino a quel momento inedite. E cominci a farti parecchie domande.”

(Andrea Camilleri)

Qualche anno fa decidemmo a Capodanno di andare in Sicilia per trascorrere qualche giorno insieme a mia sorella che vedo poco. Siamo nate in un paesino della provincia di Catania, ma lei vive da molti anni a Modica. 

È sera quando il 27 dicembre atterriamo all’aeroporto di Catania. Ad accoglierci ci sono felici mia sorella e il suo consorte. Che bella sensazione essere di nuovo a casa e respirare l’aria siciliana che tanto mi manca! È inverno, ma la temperatura é mite, anche di sera.

Dopo ca. un’ora e mezza raggiungiamo in auto Modica. A casa l’occhio va subito sulla tavola imbandita di prelibatezze siciliane allestita da mia sorella e quasi facciamo indigestione!

 

Sicilia d'inverno: Modica

Modica è situata nella parte sud orientale della Sicilia in provincia di Ragusa. Sorge su 4 colli ed é divisa in quattro zone: Modica bassa, Modica dente, Modica alta (che si snoda tra vicoli, palazzi signorili, teatro e chiese) e Modica sorda, ricca di negozi.

In passato Modica aveva due fiumi e ponti che consentivano di passare da una sponda all’altra. Oggi non esistono più. Dopo l’inondazione, agli inizi del 900, i fiumi sono stati ricoperti e oggi al loro posto sorgono i due viali principali: Corso Umberto e Viale Medaglie d’Oro. Lo sapevate che i viaggiatori del ‘700 paragonavano Modica a una piccola Venezia? 

Qui l’arte barocca si é espressa in tutto il suo splendore! Dal 2012 é stata inserita anche nella lista del patrimonio dellUNESCO e viene chiamata la “città delle 100 chiese”.

“Il mare. L’oceano pacifico é fuori dalla mappa. Non c’era dove metterlo. É stato cosí grande, disordinato e blu, che non stava bene da nessuna parte. Cosí lo hanno lasciato fuori dalla mia finestra”

(Pablo Neruda)

Modica: primo giorno

Primo giorno sveglia presto, perché in Sicilia é d’obbligo fare colazione con granita e brioche con tuppo (una brioche più piccola inserita nella brioche più grande) che andiamo a gustare da Rosy bar a Modica sorda. La migliore granita per eccellenza é quella ai gelsi che assolutamente consigliamo di provare. In Sicilia abbiamo un amore snaturato per i dolci. 

Terminata la colazione sentiamo il richiamo di salire sul “Belvedere Pizzo”, una terrazza panoramica. Da quassù Modica sembra un giardino di pietre incastonato nelle colline. 

Consiglio: visitatela anche di sera, avrete l’impressione di trovarvi davanti a un presepe vivente. In qualsiasi ora Modica regala sempre emozioni uniche!

 

Modica by night
Modica. belvedere

Modica - centro storico

Passeggiare lungo i vicoli del centro storico é sempre un piacere, così nel pomeriggio ci perdiamo tra i bellissimi palazzi di arte barocca, alcuni di questi hanno bellissimi volti di pietra  che sostengono i balconi e riportano lo stemma di famiglie prestigiose, come il famoso palazzo Polara che al centro del frontone ha una stella polare. Di fianco ad esso sorge il Duomo di San Giorgio, costruito nel 17. sec.  con una vertiginosa e scenografica scala monumentale con 164 scalini, simbolo del Barocco Siciliano.  Un’altra opera d’ingegno monumentale nella città bassa é il Duomo di San Pietro con le statue dei 12 apostoli.

Duomo San Giorgio - Modica

Modica - La Contea

Concludiamo la giornata con la visita alla Contea che raggiungiamo attraverso un’altra scalinata, dove si trova la torre dell’orologio (simbolo di Modica). L’atmosfera si fa ancora più magica, color miele quando la sera i raggi del sole calante illuminano la città.  Arriviamo appena in tempo per visitare la casa di Salvatore Quasimodo (famoso poeta italiano), oggi adibita a museo. Fa un certo effetto visitare un luogo dove sai che ha vissuto un grande uomo. Ci affacciamo al balcone e restiamo ad osservare il paesaggio notturno. Ringraziamo la custode della casa museo che ci ha permesso di entrare nonostante l’ora. Concludiamo la serata in un tipico ristorante modicano “Osteria dei sapori perduti”.

Casa del poeta Salvatore Quasimodo

Modica: secondo giorno

Oggi abbiamo la possibilità di visitare il Museo Civico (si trova su Corso Umberto)  e le sue collezioni archeologiche (assolutamente da non perdere per gli amanti dell’arte) così come il museo della cioccolata modicanaTanti sapranno che la cioccolata modicana viene esportata in tutto il mondo e che ha origini spagnole. Il suo sapore é diverso da quello di altre cioccolate! Ve ne accorgerete quando l’ assaggerete! Noi personalmente amiamo quella al peperoncino. 

Concluciamo questa bella giornata concedendoci un momento di relax nelle campagne modicane, famose per i tipici muretti a secco, carrubi e alberi di ulivi secolari e una serata culinare a base di arancini. 

Dovete sapere che gli arancini sono considerati degli antipasti, ma sono talmente conditi che due o tre pezzi possono sostituire una cena completa, accompagnata da due o tre cannoli la serata é fatta! Ahimè io mangerei per 365 giorni arancini e cannoli!

Curiosità:

Quando si parla di arancini i siciliani si schierano in due gruppi: nella Sicilia Orientale il nome di arancino é al maschile e assume  la forma di un cono.  Nella parte occidentale diventa al femminile (l’arancina) e la forma é rotonda. Comunque sia l’arancino al femminile o al maschile rimane una prelibatezza culinare della mia Sicilia.

Il terzo giorno ci spostiamo ad Agrigento, vogliamo visitare la Valle dei Templi…ma ve ne parleremo in una seconda parte.

Oltre alla Valle dei Templi abbiamo visitato Ragusa Ibla, Noto e Ortigia.

Con affetto

Paeuline

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *