SVIZZERA

Trenino rosso del Bernina: diario di viaggio

Lago bianco - Alp Grüm

Salire sul fiammante Trenino Rosso del Bernina é un’esperienza che nella vita una volta va fatta, ma prima di raccontarvi la nostra avventura, vi diamo alcune informazioni e consigli su questo mitico treno.

Trenino Rosso del Bernina panoramico

Trenino Rosso del Bernina: 
Tipologie di Treno

Due sono le tipologie del treno che consentono di ammirare lo splendido panorama:

Treno panoramico Bernina Express (BEX)

  • Finestrini a cupola con vista illimitata a 360° non abbassabili
  • Necessita la prenotazione, posto numerato, si paga un piccolo supplemento
  • Fa solo una sosta di 15 minuti ad Alp Grüm 
  • Sul treno é possibile ascoltare storia ed aneddoti della zona con l’autoguida “Happy Trenino Rosso” https://www.trenino-rosso-bernina.it/it/podcast/ Prima di partire scaricare l’App “RHBUNESCO” che vi accompagna per tutto il tragitto 

Treno Bernina standard regionale

  • Finestrini normali,  ma abbassabili, vista limitata
  • Non necessita di prenotazione, ma si consiglia di recarsi alla stazione con molto anticipo, soprattutto nel weekend
  • I treni circolano regolarmente e si ha la possibilità di fare soste a piacere e riprendere il prossimo treno, controllare gli orari https://www.rhb.ch/it/servizi-souvenirs/orario
  • Adatto per scattare fotografie senza avere i riflessi del vetro

L’autoguida turistica personale: come funziona

  1. Collegare il propio smartphone alla WLAN “InfoTrainment”
  2. Aprire il browser all’indirizzo infotrainment.ch
  3. Accettare le condizioni di utilizzo (EULA)
  4. Cliccare su “Avanti”
  5. Non dimenticare gli auricolari

Costi dei biglietti

I costi dei biglietti variano a secondo se si sceglie la prima classe o la seconda e se si viaggia sul treno regionale o panoramico. Trovate tutte le informazioni sul sito delle Ferrovia Retica.

Tragitto

Il tragitto può essere fatto in giornata, ma il nostro consiglio é quello di fermarsi una notte per avere la possibilità di esplorare la zona e percorrere a piacere qualche sentiero escursionistico che sceglierete prima di partire. Purtroppo non si può fare tutto, occorrerebbe più di un weekend, ma si può sempre ritornare o fermarsi più a lungo.

Coira fontana

Trenino rosso del Bernina: Coira

Il nostro punto di partenta con il trenino panoramico é stato Coira dove siamo arrivati venerdi sera, perché la partenza del treno era prevista per il giorno dopo alle ore 8.32 e noi da Berna non avremmo fatto in tempo. Coira, città episcopale, capitale dei Grigioni (37’100 abitanti) é la città più vecchia della Svizzera. I grigionesi sono un popolo di viaggiatori e parlano le lingue con molta facilità.

Per il nostro pernottamento abbiamo scelto un piccolo hotel nel centro storico di Coira vicino all’antica sede dell’amministrazione comunale, semplice, tranquillo e molto curato con vista sul centro storico, raggiungibile a piedi dalla stazione in ca. 10 minuti http://www.hotelpostchur.ch.

Lasciamo il nostro bagaglio e iniziamo ad esplorare il centro storico di questa cittadina che é dominata dal Castello Vescovile in stile baroco e dalla Cattedrale Gotica Romana di Santa Maria “Himmerlfahrt” a tre navate che vediamo solo da fuori. Ci siamo addentrati nei vicoli tortuosi e ammirato gli edifici del centro storico che sono ben conservati, il bellissimo parco della fontana con giochi d’acqua e le serre di piante esotiche. Attraverso una via siamo arrivati ad un punto panoramico da dove si può ammirare la città dall’alto.

Il tempo però non é a nostro favore perché pioviggina e quindi dopo avere scattato qualche foto piombiamo in un tipico ristorante rustico nel centro città www.dreibuende.ch dove abbiamo gustato il piatto tradizionale “i pizzoccheri” (pasta preparata con la farina di grano saraceno) per il piacere del nostro palato.

Trenino Rosso del Bernina: Si parte

Sabato sveglia prestissimo, colazione e via verso la stazione dove alle ore 8.32 saliamo finalmente sul mitico trenino rosso e così inizia il nostro viaggio attraverso paesaggi unici che ci godiamo dal finestrino panoramico. Abbiamo deciso di percorrere il tragitto fino a Poschiavo tutto ad’un fiato senza scendere dal treno. Il treno s’inerpica tra ghiacciai, laghi, ponti, viadotti e gallerie in un mondo quasi irreale. Si arriva a Bergün, inserito nella lista dei borghi più belli della Svizzera che purtroppo non visitiamo per continuare il nostro viaggio, dove però sicuramente ritorneremo. L’autoguida c’informa che quì si trova il museo ferroviario della Ferrovia Retica dove si può ammirare la mitica locomotiva a forma di coccodrillo per via della sagoma composta da muso, corpo e coda. Bergün si trova ai piedi del passo Abula ed é la porta d’ingresso dell’Engadina.

Bergün – Preda - Bernina Diavolezza

Questo é il tratto più spettacolare della linea dell’Albula. Attraversiamo il ventre della montagna, tra innumerevoli tunnel elicoidali e viadotti. Nel 2014 é iniziata la costruzione di un secondo tunnel che dovrebbe entrare in servizio nel 2021. Nel paesaggio della Val Bever, attraversata dal fiume omonimo, si alternano pascoli alpini a boschi con alberi di pini, mughi e larici. L’Engadina é nota per le tipiche case con finestre allineate, ampi portoni e i muri in pietra decorati con graffiti.

Il viaggio continua verso Preda, Samedan e la stazione del Bernina Diavolezza (a 2082 m di altitudine). Per gli amanti dello sci dalla stazione a valle Diavolezza una cabinovia vi conduce alla stazione a monte (3000 m di altitudine) da dove si ha una grandiosa vista sul ghiacciaio del Morteratch.

Tipice case dell'Engadina
Leggenda sul ghiacciao del Morteratsch

Si racconta che Eratsch, un giovane pastore e una bellissima ragazza di nome Teresa, chiamata la rosa della montagna, si fossero innamorati, ma i genitori della ragazza non erano d’accordo a questo amore, perché non lo consideravano adatto a lei e le vietarano di vederlo. Eratsch partì così come soldato sperando che al suo ritorno la situazione sarebbe cambiata. Ma non fu così. Teresa distrutta dal dolore si lasciò andare fino alla morte. Quando il ragazzo tornò e seppe dell’accaduto, disperato salì in cima alla montagna e si lanciò nel vuoto. L’anima di Teresa continuava a vagare angosciante durante la notte per la morte del suo amato, così che un vecchio pastore dispiaciuto, ascoltava tutte le notti il grido pieno di dolore di Teresa. Non si sa, se fu per riconoscimento nei confronti della povera ragazza, ma all’improvviso i pascoli iniziarono a fiorire e le mucche diedero più latte. Quando però il vecchio pastore non potè più salire sulla montagna, si fece sostituire da un ragazzo e si fece promettere di lasciare vagare la ragazza senza disturbarla. Il ragazzo non seguì però il suo consiglio e una maledizione scese nella montagna, le mucche non diedero più latte e i pascoli smisero di fiorire. La montagna da allora viene chiamata “Munt Pers”.

Ospizio Bernina - Alp Grüm

Il treno continua la sua lenta corsa verso l’Ospizio del Bernina a 2253 m di altitudine (il punto più alto e spettacolare). Ad Alp Grüm fa una sosta di ca. 15 minuti. L’aria é pura e sottile. La vista sul Lago Bianco e sul ghiacciaio Palü é grandiosa. I colori del lago hanno dei riflessi lattiginosi per via delle acque del torrente che arriva dal ghiacciao di Cambrena che si ferma quasi sulla riva del lago. Il panorama é aspro e deserto. Tanti sono i constrasti che si susseguino in questa zona. 

Laghi alpini

Valposchiavo

Arriviamo nell’idillica Valposchiavo ai piedi del Bernina. In poco tempo la temperatura da nord a sud cambia così come il panorama che diventa mediterraneo e naturalmente il clima si fa più mite. Il passo del Bernina é coperto per ca. otto mesi all’anno di neve che si scioglie verso la fine di maggio.

Il treno fa sosta a Poschiavo e continua fino alla stazione di Le Prese. Quì la Ferrovia Retica attraversa il paese  e il treno si ferma di fronte all’hotel dove alloggiamo.

Val Poschiavo

Aneddoto

Lo sapevate che la prima ascensione del Pizzo Bernina é stata compiuta da J. Coaz (un geometra federale)? Era il 13. Settembre del 1850 quando, accompagnato da due guide, raggiunse la vetta in 20 ore, ma dovette compiere la marcia senza fermarsi mai per l’assenza, in quegli anni, di ogni ricovero.

Le Prese: dove abbiamo dormito

www.laromantica.ch é l’hotel che abbiamo scelto per alloggiare una notte e che consigliamo assolutamente. La struttura, a conduzione familiare da tre generazioni, viene gestita dalla famiglia Lardi, é molto carina ed é situata in riva al lago. Al nostro arrivo la signora Lardi é stata gentilissima e ci ha dato molti consigli. A noi é toccata la camera “Giulietta e Romeo” arredata in modo impeccabile.

Inoltre gli ospiti che soggiornano due o più notti possono usufruire gratuitamente del trenino rosso su tutta la tratta in Valposchiavo, come pure le visite guidate, l’entrata ai musei e gli impianti sportivi. Una bella offerta che la valle propone ai suoi ospiti!

Abbiamo appreso che il signor Lardi, da alcuni anni partecipa come “chef di cucina” al programma televisivo della RSI LA1  “Cuochi d’Artificio” dove presenta piatti tradizionali “puschlave” (Poschiavo in tedesco Puschlav)

Poschiavo

Lasciamo così il nostro bagaglio e con il treno regionale facciamo un salto a Poschiavo. Lo sapevate che fa parte dei borghi più belli della Svizzera?

Diverse sono le interpretazioni di Poschiavo: “clave” che significa chiavi delle Alpi o “post lacum”  dopo il lago. Questa valle ha una grande varietà di erbe aromatiche come la cosiddetta “Achillea Moschata” nota con il nome di “IVA” da dove si estrae un famoso liquore, ma é famosa soprattutto per la produzione delle famose caramelle “Ricola”. D’estate infatti il prato si trasforma in un mare di colori. Eccola Poschiavo bagnata dal fiume Poschiavino. Attraversiamo un ponticello e ci addentriamo nelle strette viuzze rimanendo affascinati dai suoi campanili e dalle caratteristiche ville (della metà del 19. sec. ) con le facciate colorate che si trovano nella zona denominata “il quartiere spagnolo”.

Campanile Poschiavo

Viadotto di Brusio

Terminata la nostra visita risaliamo sul treno regionale che ci porta a Tirano. Attraversiamo l’emblema della ferrovia e finalmente, dopo averlo visto e rivisto su molte foto, eccolo li maestoso davanti a noi: il viadotto elicoidale di Brusio di una lunghezza di 142 m famoso per i sei piloni di 65 m d’altezza a distanza l’uno dall’altro di appena 20 m. Per vederlo meglio consigliamo di mettersi in testa o in coda al treno.

Tirano

Tirano é situata nel cuore delle Alpi a 450 m di altitudine con un bel centro storico, ma l’edificio che spicca quando si arriva con il trenino, che lo sfioria quasi al passaggio, é il famoso Santuario della Madonna di Tirano con il suo splendido organo barocco di 2200 canne dove, si racconta, sia apparsa la Madonna. La serata termina con una pizza ed il ritorno a Le Prese.

Leggenda sulla Madonna di Tirano:

Si racconta che nel 1520 la Madonna sia apparsa ad un raccoglitore di fichi facendosi promettere di fare costruire il Santuario. La Vergine come segno di ringraziamento salvò Tirano dalla peste.

Aneddoto

L’autoguida c’informa che alla fine del XIX sec. il viaggio in diligenza da Samedan a Tirano durava ben nove ore e si doveva lottare contro le condizioni atmosferiche precarie sul Bernina e che spesso i viaggiatori rimanevano bloccati per molto tempo. Nel 1910 tutto ciò ebbe una fine perché entrò in servizio la linea del Bernina.

Cavaglia

Ci concediamo dai signori Lardi e seguiamo il loro consiglio di fare una sosta a Cavaglia nel Giardino dei Ghiacciai, situato ai piedi del massiccio del Bernina e del Piz Palü. Questa meraviglia della natura si raggiunge dalla stazione in pochi minuti a piedi attraversando un comodo sentiero. Un vero e propio miracolo formatosi nel corso dei millenni: le cosiddette Marmitte dei giganti (sculture levigate). Prima di raggiungerle si può ammirare un grande masso erratico, testimonianza del ghiacciaio. Grandiosa la vista su Valposchiavo e le montagne dal punto panoramico che si raggiunge dopo la prima parte della visita. Il sentiero termina con una piccola cascata a forma di cuore. Calcolate ca. 1 ora per visitarlo, il tempo di riprendere il prossimo treno. 

  • Apertura: da maggio a ottobre
  • Entrata: gratuita

Quest’escursione é stata realizzata in collaborazione con le Ferrovie Retiche che ringraziamo per averci permesso di vivere questa bellissima avventura.

Sperando che il nostro racconto vi sia piaciuto, vi aspettiamo nei commenti e non esitate a taggarci sulle vostre foto.

Con affetto 

Paeuline 🙂

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